Sindrome da fatica cronica e depressione

La depressione e la sindrome da affaticamento sono correlate?

Cos’è la sindrome da fatica cronica

La sindrome da affaticamento cronico, o sindrome da fatica cronica viene comunemente chiamata CFS, acronimo del termine inglese Chronic Fatigue Syndrome.

La CFS è caratterizzata da una costante fatica debilitante, malessere post-sforzo che è la caratteristica principe, disturbi del sonno e problemi di natura cognitiva.
Una sindrome così debilitante per il corpo ha purtroppo anche effetti negativi sulla mente, portando disturbi di natura psicologica e stati depressivi.

La depressione e la CFS vanno quindi spesso a braccetto e i sintomi dell’una sono correlati ai sintomi dell’altra.
Prendiamo ad esempio la perdita della voglia di fare, la perdita di appetito, il sonno disturbato, sono caratteristiche sia della sindrome da fatica cronica che della depressione, in quanto la stanchezza cronica va di pari passo con la stanchezza mentale ed i sintomi della depressione sono in agguato.

CFS e depressione, distinguiamole

Come detto, CFS e depressione vanno di pari passo, a volte vengono confuse, ma la sindrome da stanchezza cronica è un disturbo che coinvolge il fisico, la mente è solo una conseguenza.
Il sintomo principale è la stanchezza, tutto il resto è correlato.

La differenza sostanziale tra i due disturbi è quindi questa, che la CFS colpisce il corpo mentre la depressione, che può esserne conseguenza, colpisce la mente.

Questo accade perché la CFS debilita a tal punto che “ti passano le voglie”, non si vuole più uscire, si diventa apatici, magari si perde anche appetito, e questo ha ovvie ripercussioni sociali e impatta sul nostro stile di vita, portando tristezza, malinconia e depressione.

Depressione e sintomi stanchezza cronica

Quando capita di trovarci con l’umore sotto i piedi, ci sentiamo deboli e demotivati di solito pensiamo con leggerezza “sono stanco”, oppure “devo recuperare ore di sonno”, oppure si pensa di essere affetti da disturbi depressivi o disturbi dell’umore e ci si ritrova a inseguire cure farmacologiche che all’inizio possono avere anche un effetto positivo.
Questo perché la nostra mente ne beneficia, ma a lungo andare il nostro corpo non segue la mente e la stanchezza cronica riaffiora prepotentemente.

Questo accade perché prima di curare la depressione, che probabilmente è reale, è necessario prima capire il motivo per cui le nostre energie fisiche siano tutto d’un tratto sparite e ci sentiamo sempre affaticati.

CFS sintomi

Per capire che il nostro malessere potrebbe dipendere da stanchezza cronica dovuta alla CFS, è bene tener conto dei seguenti sintomi:

  • Stanchezza cronica da almeno 6 mesi
  • Dolori muscolari e alle articolazioni
  • Sonno disturbato
  • fastidio o dolore ai linfonodi del collo e/o ascellari
  • Difficoltà a concentrarsi

CFS e clinomania, non confondiamole

Una particolare attenzione va prestata nel caso della clinomania, disturbo che non va confuso con la CFS e la stanchezza cronica.

La clinomania altro non è che l’enorme difficoltà che hanno alcune persone ad alzarsi dal letto per affrontare i problemi quotidiani.

In questi casi il cuscino diventa lo scudo per ripararsi dalle responsabilità e può insorgere dopo periodi di stress e ansia, e anche in caso di stati depressivi.
Le cause della clinomania non sono dunque di natura fisica ma psicologica, come ad esempio la bassa autostima di se stessi.

Sindrome da stanchezza cronica, occhio al dentista

Cosa centrano i denti con la sindrome da stanchezza cronica?
Non è ancora provato scientificamente ma alcuni studi evidenziano che il mercurio contenuto nell’amalgama usata per le otturazioni potrebbe avere un livello di tossicità rilevante per l’uomo.

Recentemente però questi studi sono tornati in auge dopo la scoperta di geni sensibili all’alta tossicità del mercurio.
In Germania ad esempio l’uso dell’amalgama a base mercurio è “sconsigliata” nei bambini ed in Italia sembra che dal 2020 venga abbandonato per le stesse ragioni.

Questi studi hanno evidenziato che l’esposizione lenta ma continua al mercurio contenuto nell’amalgama possa portare sia alla CFS che alla depressione, onde per cui i due disturbi sono ancor più correlati.

CFS e depressione, quale terapia?

Oggi come oggi la via farmacologica è la più usata per curare la depressione e regolare il tono umorale, mentre per la CFS questi farmaci non sono utili.
Per la cura di CFS e depressione si può ricorrere alla terapia cognitivo comportamentale con uno psicoterapeuta preparato.

Inoltre, un costante e sano esercizio fisico abbinato a sedute di fisioterapia possono influire positivamente nella cura sia nel caso di stanchezza cronica che in caso di depressione conseguente.
Altri metodi utili possono essere il training autogeno, la meditazione, lo yoga, tutte attività che aiutano sia il rilassamento muscolare che il rilassamento mentale.