Il 2019 è stato un anno grandioso per gli e-commerce, stando a quanto emerge dal celebre report edito dalla Casaleggio Associati, ovvero uno dei pareri più influenti in materia. Ma è stato anche un buon anno per le vendite in ambito food, moda, turismo ed editoria. Ottimi profitti anche per l’acquisto delle principali categorie merceologiche di consumo tra cui elettronica, prodotti per il benessere e farmaci. Poter affermare che l’e-commerce abbia finalmente intrapreso la sua migliore strada di ascesa è finalmente possibile ma con le dovute precisazioni e precauzioni. Infatti l’e-commerce italiano sta vivendo un periodo che denota una grande potenzialità ma che non raggiunge ancora il suo momento di culmine se paragonato ai mercati esteri. Con una penetrazione sul mercato complessivo del 18%, quindi, l’e-commerce italiano si aggiudica un ottimo livello di fatturati e cresce a doppie cifre ogni anno dimostrando che ha ancora tanto da offrire. In questo particolare momento di fortuna è emerso un dato molto interessante, ovvero quello legato alle vendite e ai fatturati che riguardano il settore food dell’eccellenza, quello legato alla commercializzazione di beni derivanti dalle produzioni artigianali e tipiche che fanno parte della nostra ricca tradizione culinaria.

Quali motivazioni si celano dietro a questi dati?

Le motivazioni che si celano dietro questo grande momento di fortuna per gli e-commerce sono molteplici e, in alcuni casi, difficili da inquadrare. In parte lo si deve alla capacità imprenditoriale italiana che, pur essendo attraversata una pressione fiscale austera e da un ancora troppo elevato divario digitale. Se però ci soffermiamo al settore alimentare e alla vendita dei beni della tradizione culinaria nostrana, le motivazioni di questa crescita variano profondamente. Cosa spinge gli italiani ad acquistare cibo DOC in rete? Cosa ha incentivato le vendite degli e-commerce di settore che si occupano di food? Per rispondere bisogna tenere presente una ragione di matrice sociale, quasi antropologica, ed una più economica. Da una parte l’acquisto di beni alimentari tradizionali è sempre stato un settore fortunato, incrementato dall’impegno di produttori e rivenditori che si battono per proteggere ed elevare i loro esclusivi prodotti. Dall’altro la globalizzazione ha eroso in confini nazionali e permesso al mondo di conoscere il lato pregiato della nostra cucina anche all’estero con interessanti e nuovi ricavi.

Mangiare meglio è essa stessa una tradizione

C’è poi l’aspetto della rinnovata consapevolezza alimentare che spinge sempre più persone a mangiare bene e a scegliere con cura ciò che portano quotidianamente a tavola. Si perché se non vi è certezza degli ingredienti negli alimenti di produzione industriale, per quelli di origine artigianale gli stessi sono il maggior motivo di pregio e valore. Un alimento della tradizione fonda la sua stessa fortuna sugli ingredienti, sulle tecniche di produzione e sulla certezza che al suo interno vi siano solamente qualità e genuinità. In questo momento storico, per esempio, l’organizzazione mondiale della sanità ha messo al bando le carni rosse lavorate industrialmente e provato a far luce su alcuni alimenti che danneggiano la salute pubblica pur essendo di largo consumo, come merendine e surgelati. Per questo le persone hanno progressivamente migliorato le loro abitudini alimentari puntando la loro attenzione su ciò che possa considerarsi buono, sicuro e rigorosamente fatto in Italy. La tendenza ad acquistare prodotti tradizionali Made in Italy si accende con particolare fortuna a ridosso delle feste nazionali per le quali, ed è un piacere scriverlo, le persone amano donare cibo buono ai propri cari. E’ il caso dei cesti natalizi aziendali e non solo, questa tradizione si rinnova oramai da anni e anni e garantisce alle famiglie, per lo meno durante le feste, di portare a tavola solo il meglio della cucina tradizionale nostrana con la comodità di poter recapitare direttamente a casa del destinatario il proprio dono, senza muoversi dalla poltrona di casa.

Una sfida quotidiana fatta di chiarezza e competitività

Gli e-commerce operanti nel settore food hanno semplificato la spesa e consentito, anche a chi è lontano, di assaporare i profumi delle proprie terre pur vivendo a chilometri di distanza, magari per esigenze di lavoro. È quanto si è verificato per SaporideiSassi.it, un e-commerce online da ben dieci anni e che anche durante lo scorso anno ha messo a segno un positivo +25% di ordinativi. La sfida quotidiana per questo importante negozio elettronico riguarda proprio la necessità di fornire un catalogo sempre ricco di eccellenze, guadagnano a mano a mano la fiducia dei consumatori che si rinnova di anno in anno. Questo ci dice anche che le persone si informano di più e che per gestire un e-commerce del genere sia fondamentale informare con chiarezza i consumatori e offrire loro una vasta possibilità di scelta pur trovandosi a chilometri di distanza. Se, come illustrato in principio, il mercato dell’e-commerce italiano è giunto ad una sola penetrazione nel mercato complessivo che sfiora il 20%, questo significa che i dati sono destinati a salire e a prospettare nel breve tempo nuovi scenari che non vediamo l’ora di poter narrare. Per il momento la notizia positiva è che, almeno in materia di cibo, gli italiani non hanno affatto perso il gusto per le cose buone e questo è il miglior dato su cui sperare ed investire.